Dal Poema della Paura e dell’Amore.

…Lei ti odierà se non l’amerai abbastanza
ma ti odierà lo stesso per amarla troppo.
Sarà gelosa della tua indifferenza
ma ti disprezzerà se sarà sempre nei tuoi pensieri,
perché Lei vuole che tu l’ami come il Sole ama
quando inonda il giorno di luce impetuosa
ma poi lentamente attenua la sua forza
e i suoi raggi diventano lievi carezze
prima di sparire oltre l’orizzonte.
Vuole esser così immensamente amata,
andare oltre dimenticandoti di Lei
e tornare ad amarla ancora
in ogni nuovo giorno
come fosse sempre il primo di infiniti giorni.
Questo è l’amore vero,
abbracci di fuoco che abbandonano la presa,
mani avvinte lasciate scivolare via,
ma se non conosci tutte queste cose
tu non sai ancora cosa davvero vuol dire
essere amanti veri e senza tempo…


Ennio Romano Forina

Il Senso delle Cose

Primigenia2.jpgSono la Madre, nata dalla Madre Acqua sono la primigenia sono l’indefinibile sono l’Assoluto. Non nata da nessuno Da un raggio di Sole trasformato in Acqua per Amore, null’altro. In me scorre l’energia che tutto muove. Sono l’orizzonte irraggiungibile e le lande che percorri. Sono dove mi puoi trovare ma non cercare di legarmi, di confinarmi, di spiegarmi. Sono il senso delle cose. Rispettami, amami, e basta. Ennio Romano Forina

 

Primigenia3.jpg

In una Notte di Versi Pieni di Luna

Mi sono seduto nella notte profonda
e la Luna piena veleggiando dal cielo,
si è seduta al mio fianco
perché le ho chiesto di parlarle di te.
E lei mi ha risposto, prima di tornare
a danzar con le stelle: “So già tutto di te…
solo il pensiero di chi ama davvero
può superare lo spazio e raggiungere me”.
“Non devi far altro che seguire il tuo cuore,
non devi far altro che essere quello che sei.”

Ennio Romano Forina 2018

Un cappuccino con latte di soya al bar.

To My Dearest Friend, Fani Ardelean.

24 settembre 2019

Dimentico sempre qualcosa, ne ricordo mille, ma fra le mille una la dimentico, non c’è nulla da fare e di solito è la più importante.
Vado al centro di Roma, con il preciso scopo di comprare uno dei migliori caffè, al S. Eustachio caffè storico, vicino al Pantheon, materiale per dipingere, pennelli, tele, ma anche per andare nelle librerie. Sono luoghi che vale sempre la pena visitare, non leggo quasi mai libri interi ma singole pagine, parti di qualsiasi libro o argomento che desti il mio interesse, e di solito questo avviene nelle librerie, specie quelle in America che sono più accoglienti, più favorevoli alla consultazione. C’è molto spazio e posti in abbondanza in cui sedersi comodamente e ristorarsi e i commessi si danno da fare moltissimo nell’aiutare i clienti.
Le nostre sono più frenetiche, almeno a Roma, non c’è posto per la calma e la sosta meditativa in questa città, tutto ruota freneticamente nel”touch and go” turistico.
Le “sirene” con i corpi impeccabilmente infilati nei loro sacrali tubini e magliette nere, stazionano all’esterno dei ristoranti e delle trattorie invitando a sedersi per un’aperitivo, un pranzo una cena, e i negozi anche con le loro vestali anch’esse con insostituibili uniformi nere essendo il nero il colore più autorevole, della religione e della legge, anche quella del consumo. Una colazione, un’aperitivo, dunque ma prima ancora di finire sei contagiato dal loro nervosismo e ansia di catturare nuovi clienti mostrata così bene che anche tu lasci mezza colazione o pranzo e te ne vai prima possibile.
Spesso è così anche in amore.

Ma sto dimenticando ora di parlare di quello che dimentico sempre; quella stupida, singola cosa più necessaria delle altre che resta nell’oblio della memoria ma che è quella che serve di più, più di tutte le altre. Distrazione, certo, forse dimentichiamo e trascuriamo le cose più importanti proprio perché “sono” le più importanti.
Dunque, stamattina sono uscito di casa, con la netta sensazione di aver dimenticato qualcosa, allora ho guardato con ansia mentre ero in macchina con il motore avviato: le chiavi? no, sono tutte insieme infilate nel cruscotto, lo smart phone? Non se ne può fare a meno, ma lo dimentico spesso, il note-book e le note scribacchiate su un mucchio di pezzi di carta da rivedere? Le penne i carboncini? Gli occhiali da sole e da lettura? Nemmeno, sono nella borsa grande che porto sempre con me per definire una eventuale ispirazione.
No, accidenti, sembra che ci sia proprio tutto quello che mi serve per la giornata, quindi parto, arrivo al centro commerciale ed entro subito, ma stranamente dimenticando di lasciare briciole di pane e semi per i passeri nell’area di parcheggio, come sono solito fare.

Mentre supero l’ingresso, mi rendo conto di non aver eseguito questo rituale e sento un lieve turbamento, ma niente di più. Il ristorante è pieno di gente, sono tutti lì come sempre, vociferano, si destreggiano in acrobatiche evoluzioni fra forchette e cellulari video games e sms, grandi e piccoli, nelle loro espressioni di nevrotica socialità, ma in quel momento mi sembrano come fantasmi, grigi e inconsistenti, e non ho sensazioni, ricordi, impressioni di simpatia e curiosità, allora sono percorso da un brivido quasi glaciale, mi fermo come sospeso nella nebbia e sento un forte impulso di guardare dentro, dentro di me, introspezione,eseguo e vedo un vuoto, una voragine ed una assenza fuori e dentro me e finalmente mi rendo conto, di aver dimenticato l’anima a casa.

Dunque, in preda all’ansia torno alla macchina e guido velocemente verso casa, per riprendermela prima che possa volare e finire chissà dove, lasciandomi senza.

Apro la porta, entro di corsa senza fiato e, respiro di sollievo, la ritrovo, proprio lì sul divano dove ho passato l’intera notte a dormire un po’ e riflettere, ma non a sognare.

Se ne sta bella sdraiata con i gatti come durante la notte, non l’hanno graffiata, come il divano nuovo ridotto a brandelli, è intera, tra i plaid e gli sguardi sornioni di Letizia, Ciuffetta e Martino che si sono sdraiati sopra a lei e tutti insieme se ne stanno beati e compiaciuti.

Tra le pieghe e i risvolti dell’anima, posso vedere affiorare anche tutte le nostalgie, le aspirazioni e i ricordi persi e lontani nel tempo o nello spazio, e prima di indossarla di nuovo, mi accorgo che ancora avvolto nella parte nuova c’è lo sguardo limpido dei tuoi occhi di giada. Ennio Romano Forina

Tra la Luna e il Sole

Ho navigato altre volte in questo mare
in tramonti di mistica luce.
Altre volte sono approdato su spiagge
di nostalgiche maree pervase.
Quando il sole incendia il mare all’orizzonte
e la vanitosa Luna fa la sua comparsa
traendo a sé le onde per specchiarsi in esse
e si esibisce nella sua veste di luce avvolta
per farsi corteggiare da poeti e amanti
e ricevere versi e lodi per la sua bellezza.

Gli orizzonti diversi dividono gli amanti
la Luna invece unisce il loro sguardo
e i cuori anche se son lontani
perché essi non vedono orizzonti uguali
ma possono guardare la stessa Luna
e a lei sola affidare i pensieri e i palpiti dei cuori
anche se il suo umore cambia sempre
e dispettosa non si fa vedere
quando alle volte si gira di lato
mostrando solo un piccolo sorriso di luce
e a volte si nasconde e non sai dove si trova
ma prima o poi riappare nella scena
in tutto il suo candido splendore
perché lei è sempre la stessa Luna
scrigno dei sogni più profondi e veri.

Stasera ho toccato queste onde
bagnate di Luna per te
perché non potevo toccare le tue mani.
Ho abbracciato il vento marino per te
perché non potevo abbracciare te.
Ho bagnato le mie labbra di sapore salmastro
perché non potevo sfiorare le tue.
Ho guardato il sole immergersi nel mare
perché i miei occhi
non potevano immergersi nei tuoi.

Mi sono sdraiato sulla spiaggia
immaginando di averti al mio fianco.
Ho raccolto nell’acqua un piccolo sasso
levigato dalle correnti
sul quale ho scritto parole invisibili
e l’ho lanciato sulla superficie del mare
verso la tua lontana isola
sperando che vincesse onde e venti contrari
perché tu lo raccogliessi
per leggere tutti gli infiniti versi
che il cuore stesso aveva in esso inciso.

Ho raccolto una conchiglia deserta
con dentro il sospiro della voce del mare che ami
per offrirla all’amata ferita e fiera
irreale e lontana eppur vera
ma nelle onde della mia anima riflessa
ti avvicinavi e ti allontanavi
come una timida e incerta risacca
che teme troppo di fermarsi sulla sabbia
e si ritrae fuggendo veloce
solo lambendo la spiaggia deserta del mio cuore
e subito dopo avvolta in una danza sensuale
tornando a unirsi alle sue onde sorelle.

Forse allora avevo sentito il tuo richiamo
mentre mi dirigevo verso la mia isola
e invece inaspettatamente ero approdato alla tua
trascinato da una misteriosa corrente.
Ma i nostri orizzonti erano a distanze diverse
il tuo più lontano del mio e mi chiedevo se anche tu
dopo esserti in me immersa avresti voluto
almeno per un tratto insieme navigare
anche se credo che su una diversa nave
in un mare e in uno spazio diversi
due anime naufraghe vagando tra i flutti del tempo
si erano già collise e fuse inevitabilmente
unendo tutti i loro sogni e aspirazioni
e avevano iniziato un viaggio l’una nell’altra avvinta
come fossero smarrite ma non perse
per proseguire verso altre sicure promesse
ed orizzonti meravigliosi e sconosciuti.

Sì ho navigato senza paura altre volte
in questo aspro, dolce e sterminato mare
ed è vero, ho trovato molte tempeste da dimenticare
ma anche inesauribili tesori da spendere.

Ennio Romano Forina

WINGED WORDS

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Whenever we speak of love

we always aim to the sky and stars.

This time I’ll ask the wind

to bring my words to you.

I’m writing our story

back from where it started

with winged words,

in the flowing rivers of the air.

I miss you, but you are here.

but my soul can touch you.

I long for you but you are in me.

I need you and you are filling me.

I fear you are not beside me

but you walk with me.

How could you set me free,

since, then and now,

you were and are my freedom?

I wrote these words in the breeze of the sea

and I’ll just let the breeze

be my go – between with you.

Ennio Forina  June, 22 – 2017  In Memory Forever

 

PAROLE ALATE

Ogni volta che parliamo di amore

ci volgiamo sempre al cielo e alle stelle.

Questa volta chiederò al vento

di portarti le mie parole.

Sto scrivendo la nostra storia,

da dove e quando è iniziata

con parole alate,

nei fiumi scorrenti dell’aria.

 

Mi manchi, ma tu sei qui.

Le mie mani non possono raggiungerti,

ma la mia anima può toccarti.

Non vedo il tuo viso,

ma ogni cosa riflette te.

Non sento la tua voce,

ma le tue onde calmano la mia mente.

 

Ti desidero ma tu sei in me.

Ho bisogno di te e tu mi riempi.

Ho paura che tu non sia accanto a me,

ma tu cammini al mio fianco.

Come potevi lasciarmi libero,

se eri tu e sei la mia libertà?

 

Ho scritto queste parole

nella brezza del mare

e lascerò che la brezza salmastra

sia messaggera tra me te.

Ennio Forina  June, 25, 2017

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Gratitudine d’Amore

Lo devo a te, Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Il Poema Vegan

The Good feeds itself with Truth.

Evil thrives within the Lie.   E.R.F

Il Bene si nutre di Verità.

Il Male prospera nella menzogna.

Ho visto il sole diventare nero

per tutte le creature torturate e uccise

nei luoghi infami del dolore e della morte

un sole nero senza calore e senza luce. 

Ho visto le più scure nubi

dell’indifferenza addensarsi

sopra il bugiardo mondo degli umani

per nasconder la vergogna dell’orrore .

Ho visto la gioia fugace della nascita

mutarsi subito in disperato dolore

dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore

strappati brutalmente alle mammelle.

Ho visto l’invisibile legame

tra una madre e un figlio reciso

nell’aria fetida di camere di morte

da cieche mani brutali.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Ho visto il sangue uscire

dagli squarci di ferite crudeli.

e l’inutile lotta di una impossibile fuga.

Ho visto orchi spezzare colli e crani

di animali indifesi e innocenti

con gli occhi densi di stupito terrore

che gridavano solo pietà

con urla soffocate nella gola

nel chiedere un’impossibile salvezza.

Ho visto le anime sensibili ignorate

diventate con disprezzo cose

uccise nell’anima, nel cuore e nella mente

uccise due, tre, più volte

prima che i loro corpi fossero spezzati.

Tutti possono vedere queste cose

ma gli occhi umani guardano soltanto

quello che  vogliono vedere.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Un animale vuol dire occhi, polmoni,

bocca e un cuore palpitante di emozioni,

vuol dire tenero amore di una madre,

vuol dire ricordo ed affezione

e vuol dire anima e vuol dire verità.

Vediamo in loro tutte queste cose

che non si possono negare

ma la compassione nasce solo da un’anima

e soltanto un’anima sana la può generare

come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.

La compassione è lo sguardo dell’anima

e un’anima senza compassione

è cieca e spenta, solo una pianta morta.

Compassione e anima sono un’anima sola, 

non c’è anima senza compassione,

e non c’è compassione senza un’anima.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Nessuno ha una vera buona ragione

per rubare una vita che non gli appartiene,

noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre

lo stesso che genera quelli che uccidiamo

siamo i doni di questo materno amore universale

che per noi resta intatto e non spezzato.

Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole 

volger lo sguardo e respirar nel vento

pensare, parlare, amare, ridere

o star senza  far niente,

per quell’amore che ci è stato regalato

e non vorremmo mai che a noi 

fosse brutalmente tolto lo stesso amore

strappandolo dal seno di una madre.

Non serve chiedere compassione

serve liberare il cielo da ogni falsità

perché solo quando la verità è vittoriosa

anche la giustizia vince nella libertà.

Ma gli animali non saranno mai liberi

se non saremo noi stessi infine liberati

da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,

senza la verità non si può esser liberi,

e quel che è vero è che l’umano

ha ancora adesso come un lontano tempo

un organismo adatto per nutrirsi

di frutti, bacche, semi, noci, radici e non carne,

ma la mente deformata dal dominio

vuole avere tutto nelle nostre mani,

le armi più micidiali e distruttive

che contengono il veleno dell’ onnipotenza

che da sempre la mente umana inebria,

è diventata la mente predatrice 

più spietata e crudele mai esistita.

Nessuno può esser libero nella menzogna

e nessuno può esser innocente

se sceglie la menzogna alla verità.

Per liberare gli altri animali 

si deve dunque prima liberare la Verità.

Non siamo carnivori,

ma siamo predatori e questo è vero,

zanne e artigli tremendi si sono formati

nel vuoto di quest’anima persa e nella nostra mente

dove alloggiano tutti ad uno ad uno

i piani e i livelli orrendi dell’inferno

sempre nuovi e perversi e più crudeli

che per gli animali abbiamo costruito.

Mai come ora essi sono vittime designate

del predatore umano che mentre conquista

nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza

 lascia la sua anima sempre più marcire

nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,

della strage e della morte sparse

in tutto questo mondo senza amore,

negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze

dove le immagini di brutali torture ed uccisioni

sono ormai nelle menti eternamente impresse

anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.

Ma anche se la mente ottusa può nascondere

e confondere tutto quel che vede

l’anima  non può evitare ciò che è vero

e non ha le stesse scuse della mente.

Che gli animali siano vivi a noi basta

per essere a loro fraternamente avvinti

e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,

e questa amiche e amici è più che una promessa:

Li faremo uscire dalle gabbie atroci

di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi

solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza

che rinchiudono le menti umane e i cuori

che diventan marci  in gabbie infami uguali

a quelle che per tutti gli esseri viventi

hanno voluto costruire.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Non c’è anima vera che non abbia compassione

e se la compassione manca anche l’anima manca

quindi è inutile chiedere compassione

sapere e credere questo è la rivoluzione.

Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso

e guardando tutti dentro noi salveremo

le vite uccise e depredate della carne

nel riflesso delle umane anime spente

ancora incapaci di sentire, capire che

quelle gabbie sono in noi, perciò son vere

e sono state fatte da menti umane abbiette

che osano chiamare prodotto ciò che è Vita

dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.

Siamo tutti colpevoli per essere umani

per quel che gli umani han fatto stan facendo. 

C’é uno spazio vuoto dove forse una volta

c’era un’anima umana pura come l’anima innocente

di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso

nei gironi d’inferno esiste e resta viva

mentre la nostra nella viltà muore.

Nemmeno il più feroce predatore

ha mai allevato le sue prede

per venderle ad altri predatori

e vivere nel lusso ricavato

dal loro sangue e morte atroce

ma tutto quello che ormai si deve fare

per metter fine all’olocausto

per fermare questa ingiustizia immane

è di restituire agli animali

la luce del sole che gli abbiamo tolto

restituendo anche alla verità il suo splendore.

L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie

è un ‘unica energia che non si può negare.

Chi osa pensare che una vita

sia diversa da un’altra vita?

La vita è solo vita, la morte è solo morte

quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,

è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.

In quale angolo dell’universo

c’è una legge che dice questo è giusto

che non sia stata scritta da noi?

Da quale dio è stata scritta

se ogni popolo e ogni uomo

uccide perché un dio a lui soltanto parla

mentre da solo sta parlando come  come un folle.

Gli dei e le menzogne sono sempre

dalla parte di chi le inventa.

Agli animali abbiamo tolto il sole vero

e da noi hanno un sole nero e senza luce

con fioche lampade spettrali degli allevamenti .

Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte

e sono luoghi pieni d’odio e di rancore

mangiar carne vuol dire anche questo

nutrirsi di odio e di rancore.

Perché chiunque odierebbe chi lo uccide

chi pensa che gli animali non possano

provare odio né rancore sbaglia assai

loro son puri, ma la morte violenta è velenosa

e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne

il terrore, la sofferenza della tortura e della morte

Ed è quello infatti che c’è nella carne:

il veleno della morte ingiusta.

C’è una formula nel Cosmo

che non si può evitare

Il Cosmo è armonia e amore

armonia vuol dire carezza e compassione

l’armonia si nutre di energia d’amore

e la natura ha inventato molte altre vie progredite

di sopravvivenza valide e incruenti,

noi le chiamiamo forme di simbiosi

sono l’evoluzione, il futuro migliore

per tutti gli esseri viventi

mangiar carne fa andare in senso inverso

indietro nel buio dei primordi.

Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole

e non di oscurità, dolore e morte

nutrirmi dei frutti della terra e non del veleno del terrore

nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato

nutrirmi di nettare dell’anima della vita

che cresce respira al sole e all’aria aperta

Questo è l’orgoglio d’esser vegani

Cogliere una mela è un atto gentile

voluto dalla pianta che offre il frutto

in cambio di un semplice trasporto del suo seme.

Chi mangia un animale è un uccisore di vita

chi mangia un frutto è un propagatore di vita

un grande passo nell’evoluzione.

Sgozzare un animale è la rapina

di una vita che non ci appartiene

che non è una cosa, non è una pietra, un sasso

non è sabbia o fango e non è oro.

Come non sentire le grida di dolore

come non vedere quegli occhi sgranati

e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore

come non immaginare di trovar sé stessi

per sempre nati in una gabbia e non veder la luce

e non sentire il calore di una madre

il dolore che una madre prova a partorir dei figli

senza poterli accogliere al suo seno e alle sue mammelle

senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.

Tutti gli esseri viventi hanno una madre

che li ama in molti modi diversi

e non esiste vita che non sia vita

d’amor materno generata

e chi la uccide, uccide quello stesso amore

che la sua vita ha generato

Come si chiama un agnello?

si chiama figlio, figlio di una madre

o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?

E quando si sgozza un agnello per far festa

cosa pensiamo è solo un animale?

chi siamo noi, di cosa siamo fatti?

siamo forse divini, fatti di eterea energia?

I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato

erano gli stessi a quelli di tutte le altre madri 

e se qualcuno avesse strappato noi allora 

da quel nettare vitale del seno

e dal dolce amore di una madre?

Madre non è un nome, ma è un’essenza.

Vegani non è solo una parola

vuol dire anime che hanno compassione    

che credono nella resilienza e nella restituzione

di libertà a tutti gli altri esseri viventi.

Vegano non vuol dire solo compassione

ma soddisfare  fame e sete di giustizia,

e restituire al sole nero e a tutti gli animali

la splendente luce della libertà,

della vita e dell’universale Amore.

Ennio Romano Forina

 

There’s an empty space

were once there was a soul

inside the human race.

The Good feeds itself with truth

Evil thrives within the lie.

What we see is what we do

the horrendous cages are not a lie

the shining light of their stolen sun 

the green grass they’ll never  saw

We shall free them by the force of truth

more than asking for compassion

and they’ll be free when we’ll be free

from all our lies.

Non one can be free within the lie…

no one can know the truth when he’s not free.

We’ll save and set them free only 

if we fight the thousands years of lies

we’ll set them all free at last

from the horrendous cages

our wicked mind has made.

Ennio Romano Forina

L’Arcobaleno Dentro

Alla dolce Falena che un giorno

catturò l’Arcobaleno e lo nascose

nello Scrigno dell’Anima. A Simona.

 

Appari sempre così e subito scompari

come un folletto sospeso in diafane ali

vibranti di luce argentata

vieni fuori in volo dal tuo sognante

e misterioso rifugio

per versare la polverina magica

delle tue più intime emozioni

che si muta in nostalgici pensieri

e lascia immagini di teneri attimi

di abbracci d’anime ed emozioni intense

su una carta che sembra di colori priva.

Ma passando attraverso

il denso velo di mistica foschia

che nasconde il passaggio

al regno dei tuoi sogni

e dove, in una foglia smeraldina

ti addormenti avvolta fino all’alba

dissetandoti di limpida rugiada

e gustando bacche intrise di rubino.

Tu sai che io ho visto

tutti i tuoi vividi colori

custoditi dentro la tua dolce

e gentile anima bella

tutto l’arcobaleno è dentro te, al sicuro

ma non lo fai uscir fuori 

per paura di sbiadire i suoi colori

o che un improvviso forte vento

lo catturi e lo trascini via da te.

Così ogni tanto accendo

per te anche i miei sinceri versi

in questo bosco oscuro

che io e te conosciamo bene

e aspetto che tu, piccola falena

attratta da una luce che non brucia

venga a visitare i miei pensieri.

e tendo la mano a te che voli intorno

invitandoti a posarti sulle mie dita

tese e aperte come fossero

il calice di un fiore

ma tu dispettosa scendi solo a sfiorarle

e subito ti allontani veloce per svanire

in una irridente nuvola di magica 

e dorata polverina.
Ma io so che prima o poi verrai

 a posarti sulle mie mani e sulla fronte

e vorrai fermarti per un po’ accanto a me

nel velluto blu della notte trasparente

a contemplare il mare e rider con le stelle.

Ennio Romano Forina

RAINBOW.jpg

A un Piccolo Splendido Fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge
dialogando con i suoi raggi
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco
dei petali di una Margherita
quando non è ferita o calpestata e subisce
gli oltraggi per essere esposta nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza
e fieramente riprende la sua forza
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore, anima bella,
non potresti essere che una Margherita
semplice, essenziale, nella tua candida
eterea e d’anima pura delicata veste
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente
e nel contatto fra la loro e la mia energia
sento ancor di più quella bellezza in me
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita
che è la più indifesa, disprezzata e offesa,
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole
come le Margherite da sempre sanno fare
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina

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