T.i A.m.o

Quanto vale un “Ti amo”?

Due sole semplici parole,

sincere, false?

Dette, scritte, sussurrate, gridate.

Quante volte hai sentito

il suono di queste due parole

e hai creduto che fossero vere?

E se qualcuno te lo giura

stanne certa, non è vero

perché il Ti amo vero

non è come una promessa

e meno ancora un giuramento,

ma una certezza, qualcosa che succede

come un evento inaspettato

che non si può evitare;

una valanga, una tempesta,

l’eruzione di un vulcano,

o sono solo due parole a caso.

Certo, quello che conta è la sostanza,

le parole son nulla senza i gesti,

che alle parole danno la forza e la ragione,

dedizione, premure e gentilezze,

carezze e abbracci, sì ma non basta,

serve un amore che resiste

ad ogni cosa senza chieder nulla

e sa restare intatto e crescere persino

nonostante tutto,

come un rivo d’acqua che precipita dai monti,

non disperde la sua forza e mentre scorre a valle

è un impetuoso fiume.

Dicevi di non poter dirmi

quello che sentivi di dirmi.

Ma se lo sentivi

vuol dire che lo sapevi e lo pensavi

quelle due parole erano in te comunque,

nascoste, soffocate per ingannar te stessa,

e per tenere a bada la mia convinzione,

ma non perse, sempre vive

sotto le coltri della tua coscienza

e sai che non potevano sparire,

quindi che importa?

 

Pensarlo è come dirlo,

se lo pensi lo hai già detto

a tutto l’Universo.

E anche senza un Ti amo

era amore se mi chiamavi amore

e da me volevi così tanto essere amata.

 

Ti amo! Per sé vuol dire tutto

e non vuol dire niente.

Si può gridare e si può tacere

ma non è ciò che conta,

se non conosci la sorgente

da cui il – Ti amo – è scaturito.

Ti amo se anche tu mi ami è niente.

Ti amo comunque, perché esisti

quello è tutto.

Ti amo quando sei bella

e quando non lo sei,

quando sei tenera e desideri i miei baci

e quando sei stanca o ti arrabbi

così per un nonnulla

e se sei impossibile.

Quando sei un’avvincente sfida,

quando sei l’incanto di una fata

e anche quando sei una strega.

Ti amo se ci sei e se mi vuoi

e ti amo quando ti allontani

e se mi odi e mi disprezzi

anche allora ti amo.

 

Nel volerti liberare da un legame

che non ti aveva mai legata

ma per darti il calore dell’amore

ed era solo per tenerti stretta.

Era come il filo di Arianna;

se ti fossi persa serviva a guidarti

nei turbini del cuore

e nei tuoi labirinti della mente.

 

 Ti amo nelle tue tempeste

e nelle tue calme e pensierose ore

e perché mi lasci nel silenzio

e nella tua confusione.

Ti amo in una nuvola di nebbia.

Nelle tue contraddizioni,

quando rigiri la frittata

e neghi i sentimenti e le parole dette

ma non accetteresti mai

nemmeno adesso che negassi le mie.

Ti amo quando sei orgogliosa

e fiera e piena di coraggio,

e Ti amo ancora più quando hai paura

e nell’anima che trema trovi rifugio

nel mio sicuro abbraccio.

Ti amo quando vuoi

e poi dici di non volere più,

quando sei sicura e quando non decidi,

Non importa, ti amo lo stesso,

anche da lontano,

mi basta pensare che sei vera,

perché non ti ho solo incontrata,

eravamo in una collisione, frammenti

di una stessa stella, una cometa esplosa

che si sono trovati all’incrocio esatto

dello spazio e del tempo

di una diversa dimensione.

Potresti essere su un altro pianeta

o una galassia persino e ti amerei lo stesso.

 

Ti amo nella tua libertà

anche se ti porta via lontano,

nelle tue fughe repentine

e nelle tue trasformazioni,

nei tuoi giorni e mesi e ore

in ogni singolo momento.

E se anche ora non vuoi più esser vicina,

sai che prima o poi, in qualche notte oscura,

nel freddo ostile che spegne dell’anima il calore,

nei temporali di pioggia scrosciante,

o nel vento contrario degli affanni,

nella rabbia dell’incomprensione,

penserai al mio amore che resiste

e ovunque sei attende un tuo richiamo

per venirti in aiuto quando serve

per sollevarti da ogni pena

e darti protezione.

E questo amore così tenace e vero,

ti avvolgerà in un vortice di sensi

che ora neghi nelle tue paure

portandoti al sicuro su quell’Isola

dove due anime naufraghe

erano approdate spinte dai forti venti

e dalle correnti travolgenti

di un incredibile, improvviso amore.

 

Non ti accorgerai nemmeno

nell’anima e nel cuore,

quando lontana dall’isola,

forse vorrai voltarti indietro

al pensiero di quegli attimi sfuggiti

di una realtà possibile respinta,

se dopo l’ebbrezza e il fuoco

di un entusiasmo ed un nuovo incanto,

aprendo il vaso scelto di un’altra vita

che doveva contenere

il perfetto e nuovo tuo destino,

quando non sarai la stessa,

né sarai guardata come prima,

potresti forse accorgerti che in quel vaso

c’era poco o nulla,

solo un mucchio di sabbia

che si raccoglie nelle mani

e scorre fra le dita

e non si tiene che per pochi istanti,

senza lasciar null’altro che briciole di luce.

Solo un amore vuoto e falso.

Allora forse penserai

ai momenti persi ed ai ricordi

di questo inverosimile amore come lo chiamavi

che era vero,  anche se non vissuto,

ma tanto potente da immergere

un’anima nell’altra,

molto più che un semplice contatto

una fusione,

così che staccando le le due anime

una di esse porta via con sé

una parte dell’altra

inesorabilmente.

E quello che sarebbe stato stare insieme

per meno tempo qui ed ora certo,

ma sull’Isola per sempre.

Ora non ti sembra possibile

ma di notte forse quando sarai sola

– perché viene sempre il momento

in cui la solitudine

è la nostra unica compagna migliore –

sentirai vibrare le ali di questo mio Ti amo

coprire le tue fredde spalle,

e accarezzarti il viso,

sfiorare le tue labbra dolcemente

e cingerti nel tenero tepore di un abbraccio.

Perché l’amore vero

viaggia nel flusso universale della vita

e ti raggiunge ovunque sei.

 

Ti amo nella tua libertà

ed anche nella mia.

Come vedi non ti inseguo,

non ti cerco ad ogni costo.

Non avrebbe alcun valore

se la Luna non volesse ardentemente

lei stessa danzare con me e con le stelle

e fare un nuovo incanto sul mio cuore.

Ma non ti ho chiesto nulla che non volessi darmi,

ti ho solo trovata ed eri e sei dentro me

e questo basta.

Io in te vedevo un orizzonte infinito

tu in me un abisso in cui avevi solo

paura di cadere.

 

Tutto è un divenire dicevi,

quel che sei ora non è la stessa

che eri prima quando mi chiedevi così tanto

di sentire sempre i miei Ti amo.

 

Cambiar te stessa è sempre stato un tuo diritto,

sei sempre stata libera

di cambiare te stessa e direzione,

ma non di cambiar la storia,

né quel che è stato,  per la tua magia oltre alla mia.

Questo non è un tuo diritto

ed è il mio di ricordarla in tutta la sua essenza.

 

Forse non stringerò mai le tue mani

e non berrò mai i tuoi baci,

le mie dita non si smarriranno

nella rossa foresta dei tuoi capelli sciolti,

non stringerò il tuo petto al mio,

avrai qualcun altro insieme a te

per la nuova vita a cui aspiravi,

ma anche dimenticandoti

io ti amerò lo stesso,

e anche se rompendo il tuo stesso incantesimo,

potrai vantarti di aver piantato

i tuoi vessilli d’indaco

nei campi di battaglia che contro me

hai combattuto e vinto

non potrai mai negare

che questo mio amore è rimasto intatto

e da te non può essere sconfitto

e questa, amore mio immenso

è la vittoria alla fine della mia magia

che ha il colore e l’energia del sole

ed è molto più potente della tua.

 

Ogni donna, mi dicono tutte,

vorrebbe essere amata da così tanto amore

e proprio tu che da me lo hai sempre avuto

e lo chiedevi fortemente

quando dicevi che io ero il tuo pensiero felice

ora lo neghi e lo respingi.

 

Un giorno aprirai lo scrigno

dei miei tredici  magici colori,

come quelli di un perduto arcobaleno

per andare dove si cela il vaso d’oro,

ma non puoi sapere se sarà davvero oro

quel che nel vaso brilla alla sua fine.

 

Eravamo in un vortice d’amore avvinti

e lo sai bene, quando ti ho incontrata

era il tuo vento che spirava da ponente

e impetuoso ci legava in un solo abbraccio,

le nostre mani strette da far male,

tu eri fluida e scintillante

come un’onda marina ebbra di Luna,

troppo forte e intenso è stato quel tocco d’anime e di cuori,

non lo puoi negare,

puoi mentire a te stessa adesso,

ma non a quello che sentivi allora,

è stato vero e quel che è vero resta.

 

Uniti da un solo desiderio

in quelle ore eravamo inesorabilmente

in te e in me sommersi.

 

Tu sei dell’acqua un segno,

legata al mistico splendore della Luna.

Io nell’anima ho il sole e il fuoco dei suoi raggi

e tu sai che da sempre il Sole e la Luna

sono uniti da un legame di luce e d’attrazione

 lascia la Luna libera di vagare e girare tutt’intorno,

ma non si dimentica di Lei e non l’abbandona.

Ennio Romano Forina / Gennaio, 2020

Tra la Luna e il Sole

Ho navigato altre volte in questo mare
in tramonti di mistica luce.
Altre volte sono approdato su spiagge
di nostalgiche maree pervase.
Quando il sole incendia il mare all’orizzonte
e la vanitosa Luna fa la sua comparsa
e trae a sè le onde più vicino pe7r specchiarsi in esse
e si esibisce nella sua veste di luce avvolta
per farsi corteggiare da poeti e amanti
e ricevere versi e lodi per la sua bellezza.

Gli orizzonti diversi dividono gli amanti
la Luna invece unisce il loro sguardo
e i cuori anche se son lontani
perché essi non vedono orizzonti uguali
ma possono guardare la stessa Luna
e a lei sola affidare i pensieri e i palpiti dei cuori
anche se il suo umore cambia sempre
e dispettosa non si fa vedere
quando alle volte si gira di lato
mostrando solo un piccolo sorriso di luce
e a volte si nasconde e non sai dove si trova
ma prima o poi riappare nella scena
in tutto il suo candido splendore
perché lei è sempre la stessa Luna
scrigno dei sogni più profondi e veri.

Stasera ho toccato queste onde
bagnate di Luna per te
perché non potevo toccare le tue mani.
Ho abbracciato il vento marino per te
perché non potevo abbracciare te.
Ho bagnato le mie labbra di sapore salmastro
perché non potevo sfiorare le tue.
Ho guardato il sole immergersi nel mare
perché i miei occhi
non potevano immergersi nei tuoi.

Mi sono sdraiato sulla spiaggia
immaginando di averti al mio fianco.
Ho raccolto nell’acqua un piccolo sasso
levigato dalle correnti
sul quale ho scritto parole invisibili
e l’ho lanciato sulla superficie del mare
verso la tua lontana isola
sperando che vincesse onde e venti contrari
perché tu lo raccogliessi
per leggere tutti gli infiniti versi
che il cuore stesso aveva in esso inciso.

Ho raccolto una conchiglia deserta
con dentro il sospiro della voce del mare che ami
per offrirla all’amata ferita e fiera
irreale e lontana eppur vera
ma nelle onde della mia anima riflessa
ti avvicinavi e ti allontanavi
come una timida e incerta risacca
che teme troppo di fermarsi sulla sabbia
e si ritrae fuggendo veloce
solo lambendo la spiaggia deserta del mio cuore
e subito dopo avvolta in una danza sensuale
tornando a unirsi alle sue onde sorelle.

Forse allora avevo sentito il tuo richiamo
mentre mi dirigevo verso la mia isola
e invece inaspettatamente ero approdato alla tua
trascinato da una misteriosa corrente.
Ma i nostri orizzonti erano a distanze diverse
il tuo più lontano del mio e mi chiedevo se anche tu
dopo esserti in me immersa avresti voluto
almeno per un tratto insieme navigare
anche se credo che su una diversa nave
in un mare e in uno spazio diversi
due anime naufraghe vagando tra i flutti del tempo
si erano già collise e fuse inevitabilmente
unendo tutti i loro sogni e aspirazioni
e avevano iniziato un viaggio l’una nell’altra avvinta
come fossero smarrite ma non perse
per proseguire verso altre sicure promesse
ed orizzonti meravigliosi e sconosciuti.

Sì ho navigato senza paura altre volte
in questo aspro, dolce e sterminato mare
ed è vero, ho trovato molte tempeste da dimenticare
ma anche inesauribili tesori da spendere.

Ennio Romano Forina

Today I touched the waves for you,
‘cause I couldn’t touch you.
I hugged the wind for you,
for I couldn’t hug you.
I wet my lips with briny taste,
because I couldn’t lightly brush yours.
I saw the sun dive in the sea,
for my eyes couldn’t dive in yours.
I laid on the beach,
thinking you were on my side.
I picked up a pebble, sanded by the Sea
then I wrote invisible words on it
and I threw it on the water’s surface,
towards your far away island,
hoping would overcome
the hard waves and contrary winds
I picked up a small deserted shell,
with the voice of the sea that you love,
to offer you sweet Muse, hurt and proud
so unreal and far but still true,
reflected in the waves of my soul,
you came closer and moved back,
just like a shy and uncertain riptide,
who’s too scared to stay
and fast turns back away…

L’Amante Segreta

Una segreta amante
torna a trovarmi quando sono immerso
nella densa nebbia del silenzio
che i miei pensieri e le parole
non possono attraversare.
Un’amante libera e leale
che a volte si allontana ma non mi lascia mai
e sa quando tornare a stringer la mia mano.
 
Un’amante che riempie i miei giorni
e mi incoraggia in tutto quel che devo fare,
che di notte dolcemente si sdraia al mio fianco
avvolgendo il mio petto nel suo abbraccio
mi accarezza la fronte e rasserena la mia mente
e versa l’oblio del sonno sul mio sguardo.
 
Lei mi resta accanto, per darmi tutto il suo calore
e il conforto senza dir nulla
mentre attenta ascolta i miei pensieri,
e quando il sonno prende il sopravvento
veglia su me per allontanare
tutti i miei sogni tormentati.
E la mattina al risveglio non svanisce
ma la trovo sempre accanto a me
a sfidare fieramente un nuovo giorno
seguendomi in tutti i miei gesti,
mi parla sicura, e mi ricorda di volgermi
verso i potenti raggi di quel sole
che sa risvegliare tutto ciò che vive
e con voce suadente, decisa, mai gridando
mi invita a riprendere il cammino
con lei sempre al mio fianco
noi due, ineluttabili, inseparabili, invincibili.
 
Lei sola sa mostrarmi tutto ciò che è vero
è consapevole e conosce tutte, ad una ad una
le mie ferite e le magiche pozioni per guarirle
è lei che mi ricorda che se, nel silenzio
le parole e i pensieri non hanno più una direzione
l’amore invece trova sempre la sua certa via
attraverso la più fitta nebbia e non si perde mai.
Lei non cambia mai idea, è leale ed è sincera
ama la mia libertà e per me trova tutti i sentieri
aumenta i sensi e fa sognare ma non illude mai.
Lei apre gli impossibili orizzonti e non li occlude,
non disprezza, non invidia e non è gelosa
e nelle tempeste lascia la mia mano
stringere altre mani per tirarle a riva.
 
Un’amante limpida come acqua sorgiva
come l’aria tersa di pioggia dopo un temporale
in lei posso trovare il coraggio che serve
per superare le più aspre e avverse condizioni.
 
Via dalla folla, dai cuori fiacchi e le confuse menti,
dalla foschia densa e dalla nebbia,
dove vagano liberi i deformi fantasmi
che la paura genera da sempre,
ma non lei, che invece mi ricorda,
che quando hai veramente amato
nulla meno che amore si può solo dare,
perché l’amore genera altro amore
che spende sé stesso all’infinito,
l’inestinguibile energia propulsiva
più potente di tutto l’Universo.
 
Lei non non traccia mai confini,
non detta condizioni,
non alza barriere di paura
e non offende i sogni.
È lei l’orizzonte dove anche il Tempo,
nell’immenso vortice d’Amore è trascinato
dove tutto si perde, si consuma e si ricrea,
ed è così che se si vuole amar davvero
si deve al tempo stesso perdersi nell’Amore
ma nell’Amore ritrovar se stessi.
Perché l’amore vero è quell’orizzonte
dove l’alba e il tramonto
succedono insieme senza una scansione.
È lei, che sicura m’ama e mi sostiene,
quando l’anima per poco si allontana e perde
nel deserto di parole e sentimenti coraggiosi e veri,
in questo mondo senza sogni e direzione,
dove l’Amore fa paura più del dolore stesso,
lei infine mi raggiunge e nel suo calore mi avvolge
per risanar dell’anima, del cuore e della mente
tutte le ferite e mi circonda di sé,
come il mare circonda un’isola e l’abbraccia,
la protegge e la nutre di preziosa vita.
Solitudine. È questo il nome
della mia segreta e perfetta amante,
che quando sono stanco di lottare,
mi guida oltre le nebbie tenendomi per mano,
per ritrovar del Sole di giorno gli splendenti raggi,
mentre nel silenzio dolce della notte,
per me diventa fremito di stelle
e di Luna, luminosa e chiara Luce.
 
Ennio Romano Forina

Gratitudine d’Amore

Lo devo a te, Amore

Se il cielo si tinge di più intensi colori

Se le pallide albe divengono radiose

Se i tramonti non si spengono senza stupore

Lo devo a Te se il sorriso delle stelle

affacciate nel cielo veglia i miei sonni

e se la Luna non si copre di veli

sollevando alte le onde dei miei pensieri.

Lo devo alla luce tuoi occhi e al tuo sorriso

se i giorni sono più luminosi e splendenti

se il vento forte è come una carezza

se più inebriante e più ricco

è il profumo e il colore dei fiori 

e se anche il melodioso canto degli uccelli

pervade l’aria come una sinfonia.

Lo devo a Te, se posso contemplare

il tuo volto che emerge luminoso

dal vortice dei tuoi disciolti capelli

così come i raggi del sole aprono un varco

attraverso la più scura tempesta

e di viva luce irradiano la terra.

Lo devo a Te, se la notte si riempie di magia

perché sei in ciò che dei miei sogni è vero

Lo devo a Te, se il mio sguardo

raggiunge e supera gli orizzonti più lontani

e se immaginando di tenere stretta la tua mano

il mio cammino ha una più certa direzione

e se sento nell’andare avanti

due cuori palpitare nel mio petto.

Sei tu la sorgente limpida e chiara

del fiume, ora calmo ora impetuoso, di sensi

che scorre e pervade la mia anima

come l’acqua percorre la terra e la vivifica

così tu ravvivi la vita che è già in me

e mi lascio quindi da Te solcare

ma nel mio forte abbraccio avvinta

come la terra catturata  nell’acqua si confonde 

e l’acqua si fonde con la terra che cattura

così che di preziosi elementi

ambedue divengono più ricche.

Lo devo a Te, se anche la mia libertà

amandoti diviene ancor più libera

perché non c’è vero amore senza libertà

né libertà vera senza profondo e vero amore.

Per questo, mille e mille volte mille, ti dirò amore…

che Ti sono grato di poterti amare.

Ennio Romano Forina

Il Poema Vegan

The Good feeds itself with Truth.

Evil thrives within the Lie.   E.R.F

Il Bene si nutre di Verità.

Il Male prospera nella menzogna.

Ho visto il sole diventare nero

per tutte le creature torturate e uccise

nei luoghi infami del dolore e della morte

un sole nero senza calore e senza luce. 

Ho visto le più scure nubi

dell’indifferenza addensarsi

sopra il bugiardo mondo degli umani

per nasconder la vergogna dell’orrore .

Ho visto la gioia fugace della nascita

mutarsi subito in disperato dolore

dei nuovi nati anelanti nutrimento e amore

strappati brutalmente alle mammelle.

Ho visto l’invisibile legame

tra una madre e un figlio reciso

nell’aria fetida di camere di morte

da cieche mani brutali.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Ho visto il sangue uscire

dagli squarci di ferite crudeli.

e l’inutile lotta di una impossibile fuga.

Ho visto orchi spezzare colli e crani

di animali indifesi e innocenti

con gli occhi densi di stupito terrore

che gridavano solo pietà

con urla soffocate nella gola

nel chiedere un’impossibile salvezza.

Ho visto le anime sensibili ignorate

diventate con disprezzo cose

uccise nell’anima, nel cuore e nella mente

uccise due, tre, più volte

prima che i loro corpi fossero spezzati.

Tutti possono vedere queste cose

ma gli occhi umani guardano soltanto

quello che  vogliono vedere.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Un animale vuol dire occhi, polmoni,

bocca e un cuore palpitante di emozioni,

vuol dire tenero amore di una madre,

vuol dire ricordo ed affezione

e vuol dire anima e vuol dire verità.

Vediamo in loro tutte queste cose

che non si possono negare

ma la compassione nasce solo da un’anima

e soltanto un’anima sana la può generare

come il seme nasce e germoglia nella fertile terra.

La compassione è lo sguardo dell’anima

e un’anima senza compassione

è cieca e spenta, solo una pianta morta.

Compassione e anima sono un’anima sola, 

non c’è anima senza compassione,

e non c’è compassione senza un’anima.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Nessuno ha una vera buona ragione

per rubare una vita che non gli appartiene,

noi tutti siamo tutto per l’amore di una madre

lo stesso che genera quelli che uccidiamo

siamo i doni di questo materno amore universale

che per noi resta intatto e non spezzato.

Siamo vivi, possiamo al cielo e al sole 

volger lo sguardo e respirar nel vento

pensare, parlare, amare, ridere

o star senza  far niente,

per quell’amore che ci è stato regalato

e non vorremmo mai che a noi 

fosse brutalmente tolto lo stesso amore

strappandolo dal seno di una madre.

Non serve chiedere compassione

serve liberare il cielo da ogni falsità

perché solo quando la verità è vittoriosa

anche la giustizia vince nella libertà.

Ma gli animali non saranno mai liberi

se non saremo noi stessi infine liberati

da ogni nostra ipocrita e distorta convinzione,

senza la verità non si può esser liberi,

e quel che è vero è che l’umano

ha ancora adesso come un lontano tempo

un organismo adatto per nutrirsi

di frutti, bacche, semi, noci, radici e non carne,

ma la mente deformata dal dominio

vuole avere tutto nelle nostre mani,

le armi più micidiali e distruttive

che contengono il veleno dell’ onnipotenza

che da sempre la mente umana inebria,

è diventata la mente predatrice 

più spietata e crudele mai esistita.

Nessuno può esser libero nella menzogna

e nessuno può esser innocente

se sceglie la menzogna alla verità.

Per liberare gli altri animali 

si deve dunque prima liberare la Verità.

Non siamo carnivori,

ma siamo predatori e questo è vero,

zanne e artigli tremendi si sono formati

nel vuoto di quest’anima persa e nella nostra mente

dove alloggiano tutti ad uno ad uno

i piani e i livelli orrendi dell’inferno

sempre nuovi e perversi e più crudeli

che per gli animali abbiamo costruito.

Mai come ora essi sono vittime designate

del predatore umano che mentre conquista

nuove ambiziose mete di tecnologia e scienza

 lascia la sua anima sempre più marcire

nelle grandi e piccole industrie e nelle fattorie,

della strage e della morte sparse

in tutto questo mondo senza amore,

negli allevamenti che spianano foreste ed esistenze

dove le immagini di brutali torture ed uccisioni

sono ormai nelle menti eternamente impresse

anche di chi ignobilmente ne rifiuta l’esistenza.

Ma anche se la mente ottusa può nascondere

e confondere tutto quel che vede

l’anima  non può evitare ciò che è vero

e non ha le stesse scuse della mente.

Che gli animali siano vivi a noi basta

per essere a loro fraternamente avvinti

e restituire la vita tolta è la nostra vera direzione,

e questa amiche e amici è più che una promessa:

Li faremo uscire dalle gabbie atroci

di freddo metallo sporco di sangue ed escrementi

solo quando apriremo le prigioni dell’indifferenza

che rinchiudono le menti umane e i cuori

che diventan marci  in gabbie infami uguali

a quelle che per tutti gli esseri viventi

hanno voluto costruire.

  • Io sono vegan e sono forte
  • mi nutro di sole e non di morte
  • Non serve uccidere un essere vivente
  • quando le piante offrono cibo
  • che non uccide niente.

Non c’è anima vera che non abbia compassione

e se la compassione manca anche l’anima manca

quindi è inutile chiedere compassione

sapere e credere questo è la rivoluzione.

Solo liberando il cielo da tutto ciò che è falso

e guardando tutti dentro noi salveremo

le vite uccise e depredate della carne

nel riflesso delle umane anime spente

ancora incapaci di sentire, capire che

quelle gabbie sono in noi, perciò son vere

e sono state fatte da menti umane abbiette

che osano chiamare prodotto ciò che è Vita

dietro l’ipocrita cortina che nasconde l’orrore.

Siamo tutti colpevoli per essere umani

per quel che gli umani han fatto stan facendo. 

C’é uno spazio vuoto dove forse una volta

c’era un’anima umana pura come l’anima innocente

di tutti gli altri animali che abbiamo rinchiuso

nei gironi d’inferno esiste e resta viva

mentre la nostra nella viltà muore.

Nemmeno il più feroce predatore

ha mai allevato le sue prede

per venderle ad altri predatori

e vivere nel lusso ricavato

dal loro sangue e morte atroce

ma tutto quello che ormai si deve fare

per metter fine all’olocausto

per fermare questa ingiustizia immane

è di restituire agli animali

la luce del sole che gli abbiamo tolto

restituendo anche alla verità il suo splendore.

L’amore di una madre è lo stesso in ogni specie

è un ‘unica energia che non si può negare.

Chi osa pensare che una vita

sia diversa da un’altra vita?

La vita è solo vita, la morte è solo morte

quella che c’è fuori di noi, qualunque forma abbia,

è la stessa delle parti di vita che sono dentro noi.

In quale angolo dell’universo

c’è una legge che dice questo è giusto

che non sia stata scritta da noi?

Da quale dio è stata scritta

se ogni popolo e ogni uomo

uccide perché un dio a lui soltanto parla

mentre da solo sta parlando come  come un folle.

Gli dei e le menzogne sono sempre

dalla parte di chi le inventa.

Agli animali abbiamo tolto il sole vero

e da noi hanno un sole nero e senza luce

con fioche lampade spettrali degli allevamenti .

Dove c’è il sole nero c’è il terrore e c’è la morte

e sono luoghi pieni d’odio e di rancore

mangiar carne vuol dire anche questo

nutrirsi di odio e di rancore.

Perché chiunque odierebbe chi lo uccide

chi pensa che gli animali non possano

provare odio né rancore sbaglia assai

loro son puri, ma la morte violenta è velenosa

e questo veleno puro e giusto si riversa nella carne

il terrore, la sofferenza della tortura e della morte

Ed è quello infatti che c’è nella carne:

il veleno della morte ingiusta.

C’è una formula nel Cosmo

che non si può evitare

Il Cosmo è armonia e amore

armonia vuol dire carezza e compassione

l’armonia si nutre di energia d’amore

e la natura ha inventato molte altre vie progredite

di sopravvivenza valide e incruenti,

noi le chiamiamo forme di simbiosi

sono l’evoluzione, il futuro migliore

per tutti gli esseri viventi

mangiar carne fa andare in senso inverso

indietro nel buio dei primordi.

Ma io voglio nutrirmi di gioia e di sole

e non di oscurità, dolore e morte

nutrirmi dei frutti della terra e non del veleno del terrore

nutrirmi di cibo regalato e non di cibo rapinato

nutrirmi di nettare dell’anima della vita

che cresce respira al sole e all’aria aperta

Questo è l’orgoglio d’esser vegani

Cogliere una mela è un atto gentile

voluto dalla pianta che offre il frutto

in cambio di un semplice trasporto del suo seme.

Chi mangia un animale è un uccisore di vita

chi mangia un frutto è un propagatore di vita

un grande passo nell’evoluzione.

Sgozzare un animale è la rapina

di una vita che non ci appartiene

che non è una cosa, non è una pietra, un sasso

non è sabbia o fango e non è oro.

Come non sentire le grida di dolore

come non vedere quegli occhi sgranati

e umidi di pianto e quegli sguardi colmi di terrore

come non immaginare di trovar sé stessi

per sempre nati in una gabbia e non veder la luce

e non sentire il calore di una madre

il dolore che una madre prova a partorir dei figli

senza poterli accogliere al suo seno e alle sue mammelle

senza potersi muovere per tutta un’esistenza breve.

Tutti gli esseri viventi hanno una madre

che li ama in molti modi diversi

e non esiste vita che non sia vita

d’amor materno generata

e chi la uccide, uccide quello stesso amore

che la sua vita ha generato

Come si chiama un agnello?

si chiama figlio, figlio di una madre

o si pensa che sia il “prodotto” di una madre?

E quando si sgozza un agnello per far festa

cosa pensiamo è solo un animale?

chi siamo noi, di cosa siamo fatti?

siamo forse divini, fatti di eterea energia?

I capezzoli che le nostre bocche hanno succhiato

erano gli stessi a quelli di tutte le altre madri 

e se qualcuno avesse strappato noi allora 

da quel nettare vitale del seno

e dal dolce amore di una madre?

Madre non è un nome, ma è un’essenza.

Vegani non è solo una parola

vuol dire anime che hanno compassione    

che credono nella resilienza e nella restituzione

di libertà a tutti gli altri esseri viventi.

Vegano non vuol dire solo compassione

ma soddisfare  fame e sete di giustizia,

e restituire al sole nero e a tutti gli animali

la splendente luce della libertà,

della vita e dell’universale Amore.

Ennio Romano Forina

 

There’s an empty space

were once there was a soul

inside the human race.

The Good feeds itself with truth

Evil thrives within the lie.

What we see is what we do

the horrendous cages are not a lie

the shining light of their stolen sun 

the green grass they’ll never  saw

We shall free them by the force of truth

more than asking for compassion

and they’ll be free when we’ll be free

from all our lies.

Non one can be free within the lie…

no one can know the truth when he’s not free.

We’ll save and set them free only 

if we fight the thousands years of lies

we’ll set them all free at last

from the horrendous cages

our wicked mind has made.

Ennio Romano Forina

L’Arcobaleno Dentro

Alla dolce Falena che un giorno

catturò l’Arcobaleno e lo nascose

nello Scrigno dell’Anima. A Simona.

 

Appari sempre così e subito scompari

come un folletto sospeso in diafane ali

vibranti di luce argentata

vieni fuori in volo dal tuo sognante

e misterioso rifugio

per versare la polverina magica

delle tue più intime emozioni

che si muta in nostalgici pensieri

e lascia immagini di teneri attimi

di abbracci d’anime ed emozioni intense

su una carta che sembra di colori priva.

Ma passando attraverso

il denso velo di mistica foschia

che nasconde il passaggio

al regno dei tuoi sogni

e dove, in una foglia smeraldina

ti addormenti avvolta fino all’alba

dissetandoti di limpida rugiada

e gustando bacche intrise di rubino.

Tu sai che io ho visto

tutti i tuoi vividi colori

custoditi dentro la tua dolce

e gentile anima bella

tutto l’arcobaleno è dentro te, al sicuro

ma non lo fai uscir fuori 

per paura di sbiadire i suoi colori

o che un improvviso forte vento

lo catturi e lo trascini via da te.

Così ogni tanto accendo

per te anche i miei sinceri versi

in questo bosco oscuro

che io e te conosciamo bene

e aspetto che tu, piccola falena

attratta da una luce che non brucia

venga a visitare i miei pensieri.

e tendo la mano a te che voli intorno

invitandoti a posarti sulle mie dita

tese e aperte come fossero

il calice di un fiore

ma tu dispettosa scendi solo a sfiorarle

e subito ti allontani veloce per svanire

in una irridente nuvola di magica 

e dorata polverina.
Ma io so che prima o poi verrai

 a posarti sulle mie mani e sulla fronte

e vorrai fermarti per un po’ accanto a me

nel velluto blu della notte trasparente

a contemplare il mare e rider con le stelle.

Ennio Romano Forina

RAINBOW.jpg

A un Piccolo Splendido Fiore

Non so se hai mai pensato
che tra i tanti fiori vistosi e sensuali
di colori smaglianti e profumi inebrianti
l’umile e timida Margherita invece
somiglia così tanto al Sole a cui si volge
dialogando con i suoi raggi
durante tutto il giorno
e dai quali trae il suo nutrimento?

Un emisfero di vivido giallo al centro
e tutt’intorno raggi di splendente e bianca luce
che come il sole in cielo risplendono nei prati.
Nessun bianco eguaglia il bianco
dei petali di una Margherita
quando non è ferita o calpestata e subisce
gli oltraggi per essere esposta nei passaggi
ma anche allora la Margherita si rialza
e fieramente riprende la sua forza
dalla potente energia del suo cosmico Tutore.

Se tu fossi un fiore, anima bella,
non potresti essere che una Margherita
semplice, essenziale, nella tua candida
eterea e d’anima pura delicata veste
che soltanto si nutre di luce solare.

Io non colgo mai i fiori,
semmai li accarezzo gentilmente
e nel contatto fra la loro e la mia energia
sento ancor di più quella bellezza in me
che sarebbe spenta e morta se fossero recisi
e agonizzanti in uno stupido vaso,
li lascio essere e splendere nella loro luce,
specialmente una vulnerabile margherita
che è la più indifesa, disprezzata e offesa,
e a volte mi sdraio su un prato insieme a loro
per imparare anch’io dal Sole
come le Margherite da sempre sanno fare
a vivere, a resistere e ad amare.

Ennio Romano Forina